lunedì 20 giugno 2016

Giubileo della Misericordia

12 giugno 2016


la Fraternità si è riunita a Bienno per vivere insieme un momento comunitario in occasione del Giubileo della Misericordia presso l'Eremo di Bienno, chiesa giubilare per la Valle Camonica.
Ritrovo e recita dell'ora media con le sorelle clarisse del monastero di Bienno,
piccolo pellegrinaggio con recita del rosario e lettura di alcuni brani dalla bolla di papa Francesco di indizione dell'anno della Misericordia,
arrivo alla porta santa della chiesa dell'Eremo, meditazione personale,
Santa Messa.
La serata si è conclusa con una piacevole cena in Fraternità.

venerdì 6 maggio 2016

Capitolo elettivo della Fraternità

il giorno 1 maggio la Fraternità si è riunita in assemblea alla presenza di Renato Rusconi, delegato dal ministro della Fraternità OFS di Lombardia e padre Piero Bolchi delegato dalla conferenza degli assistenti regionali, dopo la meditazione sugli scritti di San Francesco e le riflessioni sul cammino della Fraternità, ha eletto il Consiglio che guiderà la Fraternità nei prossimi tre anni:






Ministro: Loredana Foresti (Bossico)
Viceministro . Aldo Avogadri (Lovere)
Consigliere: Daniele Santicoli (Piancamuno)
Consigliere: Rachele Guizzetti (Costa Volpino)
Consigliere: Rosangela Rossi Bravi (Lovere)

venerdì 25 marzo 2016

dal sito OFS.it


La riflessione di OFS e Gi.Fra. d’Italia sul referendum




Domenica 17 Aprile, dalle ore 7.00 alle ore 23.00 tutti i cittadini italiani maggiorenni sono chiamati a votare per il cosi chiamato “Referendum sulle Trivelle”.

Innanzitutto, il quesito referendario che si andrà a votare è questo:

Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale“?

Più chiaramente, quello che viene chiesto è: «Volete che, a scadenza delle concessioni, vengano bloccati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche nel caso in cui ci sia ancora gas o petrolio?». 

Bisogna votare SI se si vogliono fermare alcune delle piattaforme di estrazione degli idrocarburi o NO se si vuole che le piattaforme di estrazione continuino l’attività estrattiva fino ad esaurimento del giacimento.

Qual è la posizione dei francescani secolari e dei giovani francescani essendo chiamati, per Regola, a sostenere la salvaguardia del Creato?

La regola OFS è molto diretta: «Abbiano inoltre rispetto per le altre creature, animate e inanimate, che “dell’Altissimo portano significazione” [1Cel 80; Cantico delle Creature 4], e si sforzino di passare dalla tentazione di sfruttamento al francescano concetto di fratellanza universale».

Ed è altrettanto chiaro ed esplicito l’articolo 18.4 delle Costituzioni OFS: «Seguendo l’esempio di Francesco, patrono degli ecologisti, promuovano attivamente iniziative a salvaguardia del creato, collaborando agli sforzi per evitare l’inquinamento e il degrado della natura, e per creare condizioni di vita e di ambiente che non siano di minaccia all’uomo».

Ma proviamo ad addentrarci nel quesito referendario per comprendere bene che cosa effettivamente venga chiesto.

Innanzitutto, il referendum non vieta le nuove trivellazioni: queste sono già vietate dalla legge. Il referendum contempla solo alcuni impianti estrattivi marittimi attualmente in funzione.

In Italia le attività estrattive sono effettuate sia sulla terra ferma che in mare. Attualmente nei mari italiani sono all’attivo 106 installazioni per estrarre metano o petrolio. Ormai hanno esaurito gran parte delle risorse che erano disponibili quando furono realizzate decenni fa, ma i giacimenti sono ancora assai grandi. Il referendum è riferito solo alle 21 piattaforme in mare che stanno entro le acque territoriali italiane, ossia 12 miglia marittime (22,2 Km). Per le mappe dettagliate vedere il seguente link.

Non ci saranno quindi effetti sui grandi giacimenti oltre le 12 miglia dalla costa (cioè in acque internazionali di competenza economica italiana), dove si prospettano riserve dalle dimensioni impressionanti (tratto da un articolo di Jacopo Giliberto - Il Sole 24 Ore).

La mappa delle aree interessate al referendum è visibile qui sotto (tratta dall’articolo della rivista Internazionale al seguente link.


 In questi giorni i discorsi intorno al tema referendario (in particolare sui social media) si moltiplicano e i toni si sollevano, come ovvio d’altronde.

Nel caso vinca il SI le 21 piattaforme in questione verranno chiuse e non potranno più estrarre dopo la fine delle loro concessioni, si parla di 5 o 10 anni nel peggiore dei casi. Nel caso vinca il NO le 21 piattaforme continueranno a estrarre greggio e gas metano fino a fine vita della riserva geologica, ed alcune di esse verranno potenziate come da programma.

Chi vota NO teme per la perdita di eccellenze tecnologiche italiane e per la perdita di posti di lavoro. Ma sia le eccellenze che i posti di lavoro dovrebbero essere riassorbiti dagli altri impianti che rimarrebbero attivi. Un altro argomento è l’indipendenza energetica italiana, che andrebbe a ridursi se si chiudessero le estrazioni nazionali costringendo all’acquisto di petrolio e gas dall’estero. Anche questo è un argomento molto debole dato che l’Italia è un paese già di per sé dipendente per il 76,9% dall’approvvigionamento estero (la media europea è del 53%!) e dato che la produzione associata alle piattaforme oggetto del referendum non è significativa.

Le forze ambientaliste invece urlano al SI prospettando una sicura vittoria contro il petrolio in favore di un mare pulito e sicuro da incidenti, di una nuova era che si basa sulle energie rinnovabili.

Come francescani la risposta a questo referendum apparirebbe praticamente scontata, spontanea, entusiasta ed ovviamente in favore delle energie rinnovabili e del contestuale abbandono delle fonti fossili che creano tanto inquinamento schierandosi, naturalmente e senza grandi storie, a favore del SI.

Ebbene, con grande umiltà, non possiamo nascondere che se vincesse il SI, questo referendum non porterebbe ad un miglioramento significativo in termini di nuovi “orizzonti rinnovabili”, ne tanto meno di una di riduzione dei rischi ambientali nei nostri mari.

È eloquente la posizione contraria all’impostazione del referendum di Amici della Terra, storicamente tra i primi nella promozione di iniziative concrete a favore dell’ambiente. «Semplicemente, le attività di ricerca continuerebbero e, anche per il futuro, i grandi giacimenti oltre le 12 miglia continuerebbero ad essere sfruttati dagli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. L’Italia, invece, vedrebbe aumentare le importazioni di petrolio, il traffico di petroliere nel Mediterraneo, le emissioni in atmosfera» (intervento di Monica Tommasi, presidente di Amici della Terra).

La verità è che la strada della sostenibilità ambientale passa da un maturo e deciso cambiamento degli stili di consumo e di approccio nell’utilizzo delle risorse energetiche. Questo cambiamento non passerà certo da questo referendum ma da un lento e costante impegno nel passaggio da fonti energetiche altamente impattanti a meno impattanti fino al diffuso utilizzo di energie rinnovabili. Ma non facciamoci illusioni. A livello europeo, gli obiettivi fissati al 2030, parlano di una quota di produzione di energie rinnovabili pari al 27%. Questo significa che nel 2030 si ha l’obiettivo di utilizzare le fonti fossili ancora per oltre il 70%! È quindi molto più vantaggioso puntare sull’efficienza energetica: produrre di più con meno energia tramite una maggiore coscienza dei nostri consumi e con stili di vita più sobri. Questa è l’unica speranza concreta per permettere alle energie rinnovabili di poter avere un ruolo significativo nel panorama energetico futuro.

Ciò vuol anche dire che da qualcosa si deve pur partire. E si potrebbe partire anche da alcuni segnali seppur poco pratici, cosa che questo referendum potrebbe offrire.

D’altro canto votare NO o non andare a votare significherebbe lasciare tutto così com’è. Significherebbe comunque dare un segnale di basso interesse all’appello alla sostenibilità che Madre Terra urla ogni giorno.

Che fare, quindi? Votare SI o votare NO?

Tutto sommato, se proprio siamo chiamati oggi a rispondere ad un referendum di questo tipo, per male che sia impostato, crediamo che sia preferibile votare SI con la consapevolezza che non si risolverà con questo referendum il problema ambientale a monte piuttosto che dare un segnale distensivo votando NO.

Crediamo si debba votare SI soprattutto per dimostrare, se ancora non bastasse, che l’interesse per la situazione ambientale è altissima, perché sia chiaro quanto il significato di questo SI sia puramente politico, una reazione (forse “insulsa”) nei confronti di una politica che finora, colpevolmente, non ha fatto abbastanza e dimostra tutt’oggi di non fare abbastanza.

giovedì 24 settembre 2015

1915-2015
centenario della Fraternità OFS di Lovere
CELEBRAZIONE EUCARISTICA
DI RINGRAZIAMENTO
 
dom. 27 settembre 2015 ore 17.00
Presso la chiesa di S.Giorgio a Lovere

Dal Registro dei verbali del Terz’Ordine di S.Francesco, abbiamo notizia di come nacque la Fraternità di Lovere il giorno 27 gennaio 1915

 

Vi erano in questa Parrocchia alcuni Terziari e molte Terziarie disperse, ansiosi di raccogliersi in Canonica Congregazione.

Il Molto Reverendo Sig. Prevosto Don Giovanni Martinazzoli, per assecondare il pio desiderio, combinò con il Reverendo Padre Guglielmo d’Albino, superiore del convento, di chiamare il delegato provinciale della diocesi di Brescia Reverendo Padre Basilio da Grassobbio dei minori cappuccini.

Venne e con apposite conferenze diede anzitutto un’idea generale del Terz’Ordine e poi dimostrò la necessità dell’organizzazione indicando il modo di effettuarla.

Le conferenze si tennero alle ore 5 e mezza ed alle 14 dei giorni 24, 25 e 26 gennaio.

Intanto che si istruivano i Terziari, si lavorava dal Molto Reverendo Sig. Prevosto e dal Delegato, coll’aiuto di saggia persona, alla formazione del Discretorio Femminile e il lavoro diede un ottimo risultato.

Si raccolsero tredici nomi di Consorelle e se ne fece l’appello in pubblica adunanza;

Si radunarono in sede privata e si conferirono le cariche.

Il 27 alle ore 5 e mezza si celebrò la Santa Messa nella quale Confratelli e Consorelle presero parte alla Comunione Generale.  

Subito dopo si tenne la funzione di Professione, si proclamarono i nomi delle Cariche e si recitarono le preghiere del Cerimoniale per l’erezione Canonica della Congregazione”.
 

martedì 18 agosto 2015

prossimi appuntamenti



 

  XXIII (BG).
15,15              S. Messa

 
 
 
DOM. 27  SETTEMBRE
CELEBRAZIONE DEL CENTENARIO
ore 17.00 S. Messa in S. Giorgio
 
 
SAB e DOM 3-4 OTTOBRE SAN FRANCESCO  
celebrazione del transito e Messa solenne
come programma del convento dei frati




DOM. 11  OTTOBRE CELEBRAZIONE DEL CENTENARIO
della Fraternità ore 11.30 S. Messa in Chiesa dei Frati
offerta torte, altre attività da programmare.


 
SAB 24 OTTOBRE:  ASSEMBLEA REGIONALE OFS 
alla casa del Giovane a Bergamo
per il Consiglio.

martedì 10 marzo 2015

Cento anni in cammino


 


Non sono ancora le sette, in questa mattina di fine Gennaio, è buio e fa freddo e non è solo la fretta a rendere i miei passi svelti. Un viaggio di pochi km, ma quanta strada ho dovuto fare per arrivare fino a qui, alla porta di legno di questa chiesa piccola, spoglia e accogliente?
Ciascuno ha il proprio personalissimo percorso di fede che si dischiude in un cammino a volte stupefacente, intessuto di incontri sempre nuovi, esso ci conduce esattamente da dove è partito cioè all'incontro con il Risorto, alla tenerezza del cuore di Dio.
E' sempre l'altro, con la sua fede, ad essere capace di indicarci la via.
Il mio incontro originario è stato quello con la fede di Teresa, la mia bisnonna nata nel 1890, vedova a ventidue anni; è da lei che ho imparato tutto , per poi dimenticarlo. Perchè quel tutto fatto di abbandono e di preghiera, aveva bisogno di morire in me per poi ri-crescere e portare frutto.
La chiesa è calda e profumata, rischiarata dalla luce e dalla Sua presenza, celebriamo questa messa per i cento anni della fraternità, accompagnati dal nostro assistente padre Eugenio e dalla preghiera delle sorelle clarisse.
Quanta abbondanza e ricchezza ha voluto offrirci il Signore? Dalla profondità della tradizione sorge un dono sempre nuovo: la gioia di sentire che nella nostra unicità, il Signore ci guarda e ha cura di noi, tanto da prepararci dei fratelli con cui condividere il cammino.
Io sono solo l'ultima arrivata e ho tutto, davvero tutto da imparare ma sento che nessun incontro è avvenuto per caso, Lui ci precede e con pazienza ci ha atteso fino qui. Da qui lo sguardo può spaziare... ai tanti fratelli che ci hanno preceduto, alle sorelle clarisse oltre la grata, ai frati che sempre ci accompagnano, alle nostre famiglie...
Oggi, come sempre, noi guardiamo Lui e Lui guarda noi... Da cento anni in cammino.
          
                                                                                                                                     Maria Cristina